Flash mob a Palermo
Cats: Thirrin reporter, novità|COS’E’ UN FLASH MOB?
flash= breve esperienza
mob= moltitudine
quando un gruppo di persone si riunisce all’improvviso in uno spazio pubblico, attuando un’azione insolita per un breve periodo di tempo per poi disperdersi.
Il tutto viene organizzato attraverso internet o tramite cellulari.
In molti casi, le regole dell’azione vengono illustrate ai partecipanti pochi minuti prima che l’azione abbia luogo.
Il flash mob avviene per rompere la quotidianità divertendosi osservando la reazione degli ignari passanti che si trovano in quel luogo.
I mobbers si incontrano in un punto prestabilito per realizzare assieme un’azione corale senza alcun senso.
Il flash mob si presenta come un’azione apolitica, aconfessionale, priva di connotazioni religiose, politiche o sociali; in essa viene unicamente incoraggiata la piena libertà di espressione. [gruppo flash mob Palermo – Facebook]
Questo pomeriggio, alle 15, assisto a uno dei pochi Flash Mob organizzati a Palermo. Una mobber, una mia amica, partecipa e io con tanto di fotocamera e occhiali da sole, corro a godermi lo spettacolo. <<Dovevamo essere molto più numerosi >> spiega Dario Mannino, organizzatore dell’evento. << Ma qui la gente non è aperta a questo genere di novità e adesso siamo solo una quindicina>>.
Bando alle chiacchiere, orologi sincronizzati, alle 15 in punto si parte. Ogni mobber è provvisto di un lettore mp3 con tanto di auricolari, ognuno con la sua musica, e una benda sugli occhi. Al via, iniziano le danze. E riprendo quest’evento, una novità anche per me, oltre che per i bagnanti alle nostre spalle.
Il tutto dura solo qualche minuto, quattro al massimo, giusto il tempo di una traccia audio mp3. Scattano gli applausi e tante risate. La gente intorno si chiede ancora cosa stia succedendo. <<Non è esattamente una novità >> dice l’amica mobber. <<In molte parti d’Italia ne hanno combinate d’incredibili, come per il freeze flash mobe alla stazione Termini di Roma. I partecipanti a una data ora si sono fermati restando immobili fino al segnale di fine evento. Basta poco per divertirsi, improvvisare cose che nell’arco di una giornata comune non saresti in grado di fare per timore di quei terribili uomini in camice bianco, che ti trascinano via con la camicia di forza>>. <<Cosa impedisce il diffondersi del Flash Mob qui a Palermo?>>, chiedo. <<La cultura. Qui la gente è ottusa, non è aperta a questo tipo di eventi fuori del comune. I giovani si uniformano e tutto ciò che è diverso non vale la pena di essere scoperto>>.
Palermo. La mia città, bella da mozzare il fiato con i suoi scenari, ma da prendere a pugni per l’ottusità. Eventi di questo genere sono normali in ogni parte di Italia – non esagero prendendo in consi
derazione il mondo intero, per carità – , ma qui no. Restano ancora l’evento raro che la gente osserva con scetticismo. In questo stesso mese, a Palermo, ha avuto luogo la prima edizione di Cospladya, Co
mics & Games, conclusa giorno 14 giugno 2009 e riportante oltre 4.000 visitatori nell’arco dei 3 giorni, e quasi 200 Cosplayers partecipanti alla gara. La fiera è stata un successo assoluto, oltre ogni aspettativa; frutto della passione di 4 ragazzi che hanno dato forma ai propri sogni.
Cospladya ha simboleggiato, non solo un mome nto di aggregazione culturale, ma anche un modo per “ritrovarsi” e far conoscere anche a questa piccola grande isola, un mondo fantastico che fino ad ora ritrovavamo solo nella nostra fantasia. Ma a non funzionare sono proprio i giovani, che non si danno da fare e lasciano i loro neuroni a ribollire al sole. Fiere di libri? Solo un mito che non arriva oltre lo Stretto. Forse i traghetti si rifiutano di portarli fino all’isola. È proprio la cultura a mancare, la voglia di imparare, di divertirsi con la fantasia. Solo una cosa non si può togliere ai Palermitani: il Festino di Santa Rosalia, patrona della città. Da credente quale sono, non dico nulla contro la festa più attesa dell’anno, ma almeno una cosa mi sento di dirla: svegliatevi ragazzi! Su le chiappe da quegli asciugamani e datevi da fare. Palermo la dobbiamo cambiare noi, cominciando dal divertimento!
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giugno 27th, 2009 at 19:56
beh penso di poter dire che la popolazione ferrarese è uguale a quella palermitana
giugno 28th, 2009 at 10:07
Come reporter sei davvero brava, complimenti Thir!
X-Bye