Ore 02:15 del 30 gennaio.

Raggiungo il fondo: una fame incontrollabile si è impossessata di me e la dispensa è tragicamente vuota. Quando l’astinenza da nicotina diviene una morsa difficile da ignorare, c’è bisogno di mettere in moto la mandibola e  allentare così la stretta soffocante. Ma stanotte la dispensa è vuota e allora decido di lasciare un po’ di post-it in giro per la cucina: sul frigo, sulla dispensa, sul portabiscotti e perfino sul vaso di frutta al centro del tavolo, che ovviamente è vuoto. Su ogni post-it un’unica ma esauriente parola: RIEMPIMI! Fino a poco prima di avventurarmi alla ricerca di cibo, sono stata al telefono con D. (non so perché continuo a mettere solo l’iniziale, visto che ormai tutti hanno capito, però mi piace ^^) e lui mi ha saggiamente fatto notare che la Grande Spesa (in quanto fatta dalla Grande Madre e dal Grande Padre, ma anche per la quantità di sacchetti) non sarà più un mio problema adesso. E’ vero, io tolgo le tende e vado via. Se la dispensa rimane vuota per giorni, ci penserà il fratello Moccioso a farlo presente ai Grandi Genitori. Quello che è sfuggito a D. è che io rimarrò ancora qualche giorno in questa casa, per cui AL MOMENTO continua a rappresentare un problema anche per me. Non posso morire di fame ogni notte, prima di salire su quel treno.. U.U

Questa mattina mi sveglio sola in casa. Meraviglia delle meraviglie. Io amo stare sola, è la pace degli angeli, posso fare quel che voglio senza nessuno a rompermi.. In cucina non trovo i post-it piazzati ai loro posti, così deduco che hanno recepito il messaggio. Dopo un po’ (un paio d’ore), la Madre citofona e mi ordina di scendere a darle  una mano coi sacchi. Obbedisco, stupefatta. Una miriade di sacchi, ci metto due ore per caricarli in ascensore e poi in cucina. Non credo ai miei occhi. Son bastati un paio di pizzini per convincerli a fare la spesa. In tutti questi anni mi sono dannata l’anima con la solita litania del Non C’è Niente Quando Cavolo Vi Decidete A Comprare Qualcosa? Quando Mi Vedrete Perdere I Denti Per Debolezza?

Rimango proprio a bocca aperta quando la Madre mi agita davanti agli occhi un pacco di gnocchi, di quelli semplici, di quelli che desidero dall’estate. Sono incredula. Ma cos’è tutto questo trattamento speciale? Il solito diavoletto mi punzecchia.

“C’è sicuramente sotto qualcosa”, mi dice all’orecchio. “Scopri di che si tratta”.

E, puntuale, l’angioletto interviene: “Ma è certo: ti stanno stendendo il tappeto rosso per lasciarti andare contenta. Solo dopo la tua partenza, potranno festeggiare”.

Lo guardo male e vado a vedere che combina la Madre in camera mia. Ha salito dalla cantina le valigie e vedo che ci sta sistemando dentro qualcosa.

“Mà, che fai?”, chiedo dando un’occhiata.

“Ti preparo qualcosa da portarti. Ho preso il balsamo e lo shampo della Nivea, visto che usi solo questi. Ah, un pacco dei mottini che mangi la notte, i risotti che adori e perfino gli gnocchi. Così non spendi soldi a comprarli lì”.

“Voi non vedete l’ora che me ne vada, eh?”, mugugno incrociando le braccia.

“Figlia ingrata! Cosa te lo fa pensare?”, assume perfino un’espressione sorpresa.

“Beh, non mi hai MAI preparato la valigia.. MAI! Neppure quella volta che partii in prima media.. Vabé, senti la novità: anticipo la partenza”.

Smette di sistemare la roba in valigia e si volta a guardarmi. Nel fondo delle sue pupille riesco a vedere i festoni, i palloncini e i coriandoli. Con tutto l’autocontrollo di cui disponde, prende fiato e mantiene salda l’espressione tranquilla.

“E come mai?”, mi chiede.

“Ecco…”

“Brava la cretina”, l’angioletto sospira. “Non puoi dire la verità.Dovevi pensare a un piano, prima di parlare. Adesso sarai costretta a mentire. Cioè, lo avresti fatto uguale, però lo avresti fatto meglio, eh!”

“Colpiscila con la valigia!”, mi incoraggia il diavoletto. “Quando riprenderà i sensi, non ricorderà nulla di questa conversazione”.

“Ecco… Mi aspettano proprio con ansia, perché attendere oltre?”.

“Patetica”, mugugna l’angioletto.

“La valigia sul letto è quella più vicina a te… “, mi fa notare il diavoletto.

La Madre socchiude le palpebre.

“Ti viene a prendere lui alla stazione, vero?”.

“Lui chi?”.

“Eccole che ricominciano”, sospirano angioletto e diavoletto.

“Il tuo fidanzato, chi sennò?”.

“IL MIO COSAA??”, sono sconvolta.

“Credi che io sia una stupida? E vabé, vedo che non hai voglia di parlare con la tua meravigliosa madre. Ora perdonami.. Corro a.. ehm… cioè, vado a prendere il telefono per avvisare tuo padre che hai anticipato la partenza. Ma vado piano piano, eh! Non è una cosa che mi fa stare allegra, tranquilla”.

E schizza via in cucina. Come se le credessi. Due minuti dopo, fa capolino dalla porta della mia camera, il telefono all’orecchio col padre che ascolta in diretta.

“Non mi ricordo.. Quando hai detto cha parti?”.

“Infatti non te l’ho ancora detto. Mercoledì mattina”.

Torna di là e due secondi dopo mi pare di sentire delle risatine.

-.-

Proprio non vedono l’ora che me ne vado, eh!

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