25 Gennaio.

Faccio una smorfia, un’altra X sul calendario. Mancano esattamente 11 giorni, escluso quello in cui salirò sul treno. Sorrido soddisfatta e proprio in quel momento entra la Madre. Una rapida occhiata al calendario, la fronte si aggrotta notando le crocette rosse e poi lo sguardo sospettoso mi fulmina.

“Che combini?”, mi chiede.

“Niente”.

“Fai il conto alla rovescia?”.

“Naaaa”, alzo gli occhi al cielo.

Gli occhi ridotti a due fessure mi studiano alla ricerca di un segnale che tradisca le mie parole.

“E’ buffo”, commenta con un sorriso che non mi piace.

“Cosa? Il conto alla rovescia?”.

“Si. Ne sto facendo uno anch’io sul mio calendario, in veranda. Ancora undici giorni e potrò finalmente stappare lo champagne”.

“Perfida”.

“Illusa”.

Scambio di sguardi, la sfida brucia nelle pupille. Capisce subito che non può competere con me e sospira, cambiando argomento.

“Ho preparato i piselli… Li mangi, vero?”, mi chiede.

“Mà, sono ventunanni che mi chiedi se mangio i piselli”.

“Ti sbagli, solo da venti te lo chiedo! A un anno non avevi facoltà di intendere e volere, quindi ti pappavi tutto quello che ti rifilavo!”.

“Stai insinuando che a un anno ero menomata?”,  -.-

“Puoi sostenere il contrario?”.

“Ma io non posso ricordare nulla di quando avevo un anno”,  @_@

“Per questo ci sono io: per ricordarti di quanto fossi menomata”, sorride, soddisfatta del suo essere Madre.

“Oggi non mangerò i tuoi piselli!!”, U.U

“Figlia ingrata!”.

Fa per andarsene, ma quando arriva sulla soglia, si volta. Non può permettere che finisca così. DEVE fare qualcosa per ottenere la sua gloriosa uscita di scena.

Inarca un sopracciglio e, con sguardo maligno, dice:

“Il giorno della partenza non segnarlo con la penna rossa. Ho il pennarello argentato. Sarà un giorno storico e, in quanto tale, dovrà essere segnato con il pennarello delle Grandi Occasioni”.

Parte il tic nervoso al mio occhio destro.

Sorride, malefica, e se ne  va accompagnata dalla nona sinfonia di Beethoven.


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