come poter trovarti, in quella città bianca. E mille volte non ho avuto il coraggio di venire.

Solo quel giorno di pioggia, solo allora non fu per scelta mia. Loro sistemavano i fiori, carezzavano il tuo viso impresso per sempre in quella foto. Io rimasi indietro, i pugni serrati. Un solo sguardò bastò a tradire tutta la mia determinazione. Breve, ma decisivo. Sentii qualcosa esplodermi dentro, qualcosa che per troppo tempo avevo tentato con tutta me stessa di trattenere. In pezzi, ogni giorno di silenzio sacrificato andò in pezzi. Ed erano stati tanti.

Adesso sono passati 17 anni. Sono cresciuta, cambiata nel tempo, diventata quel che adesso sono. Migliaia di volti sono passati, alcuni si sono fermati. Uno solo so che non rivedrò mai più. Un passato che non vuol scivolare via, immagini di morte che non mi lasciano. Sento che non potrò mai cancellare, ma qualcosa per perdonarmi una colpa che non ho, devo pur farla. Devo venire da te, lo so. Tu vieni sempre nei miei sogni, con quanta dolcezza mi tendi la mano.

Attenderò che la pioggia smetti di scendere. Chiederò ancora la via per venire da te, nella città bianca. Temo il tuo viso, temo quegli occhi che ridono. Ma so che non c’è più nulla da rompere, è tutto ormai in polvere. Di certo, lo sarai tu. Non il ricordo, quello nemmeno il tempo lo porterà via. Devo venire a salutarti. E’ che non credo di essere ancora pronta. Odio queste lacrime che non smettono di scendere. Solo una volta trovai il coraggio di chiedere loro quello che non ricordo. Parole sfuggenti, flash dolorosi si accesero e si spensero. Di quel giorno nessuno ne parla mai. Non immaginano neppure quanto dentro mi sia rimasto. Talmente tanto, che temo venire da te non servirà.

Ma lo devo fare.

Lascerò un fiore sul tuo letto di sonno eterno.

L’odio insensato deve morire.


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