Siamo arrivati a giovedì e solo tra un giorno prendo l’aereo per Roma. Il conto alla rovescia è stato un gioco, colpa della Cugina e della Polpetta che mi mettono tanta euforia addosso. Ecco, manca un giorno solo e da ieri i temporali si sono messi d’accordo per imperversare contemporaneamente a Roma e a Palermo. Eh vabbè, mica potevo aspettarmi di arrivare e trovare semplicemente il freddo assurdo a cui non sono abituata. Naaa. Io anche la pioggia, i tuoni e gli allagamenti, dovevo trovare. Ho già considerato l’idea di lanciarmi direttamente dall’aereo appena arrivo sopra la città.

Secondo i miei calcoli, dovrei atterrare direttamente sul gommone che qualcuno piazzerà con tanto di àncora davanti al Colosseo. Ora che ci penso… sono stata bocciata in matematica per tutti e quattro gli anni e ammessa agli esami del quinto solo per infinita bontà del professore. E se indossassi un paracadute, per il lancio? …

Lasciando gli sproloqui a un secondo momento, do spazio alla disperazione. Io odio volare. È la cosa più traumatica per me, seconda soltanto ai ragni. Si, soffro di una rara forma acuta di aracnofobia, da non confondere con quella semplice. Quindi immaginate me su un aereo, mentre fuori si scatena la tempesta (si, lo so che si vola sopra le nuvole, ma il decollo e l’atterraggio che facciamo, ce li mangiamo?), con tanto di vento a mò di uragano, magari (il magari è pura ironia) con tanto di turbolenze e la media di un infarto al miocardio al minuto. Potrebbe andare peggio di così? Se state pensando di no, la risposta è TZE’!

Potrebbe sempre esserci un ragno a bordo!

Quello si che sarebbe l’inferno.

Donc, non vedo l’ora di arrivare a Roma, ma non è tanto la voglia di essere a Roma (ok, magari pure), ma soprattutto per il volo. Ora conoscete un altro debole di Thirrin.

Detto questo,pregate affinché vada tutto bene e almeno non tiri vento per quell’ora di volo (ehm, anche per l’ora del ritorno) ^^.

Grazie tantissime.

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