Ieri sera sono stata fuori con gli amici e siamo tornati (come al solito) in un orario indecente.. 03.00.
Poi una maledetta crisi d’asma mi ha costretta sveglia fino alle cinque meno cinque e, proprio quando stavo finalmente prendendo sonno, uno stramaledetto gallo ha cominciato a cantare. Dico io, ma perché diavolo un gallo canta alle cinque del mattino? Non dovrebbe farlo al sorgere del sole?? -.-’
Ad ogni modo, tutta rincoglionita per aver dormito da schifo e poco (circa tre ore), questa mattina sono uscita in centro per comprare un bel paio di scarpette che avevo già adocchiato. Ho assolutamente bisogno di mocaSSini comodi comodi per poter camminare in tutta tranquillità, senza dover per forza andare al pronto soccorso per l’amputazione dei piedi. Ho camminato in lungo e in largo sotto la pioggia. E avevo dimenticato l’ombrello a casa. Immaginate la faccia di Nico in tutto questo.
Abbiamo girato almeno cinque diversi negozi e ogni volta non c’era la misura giusta. Porcaccia maledetta e infame! Così ho perso una mattina senza concludere niente. Dove sono i miei agognati mocaSSini??
[Cribbio! Quanto mi piace 'sta parola: MOCASSINI! ripetete con me: mocaSSini! mocaSSini! mocaSSini!]

E la beffa oltre il danno, è stato procurarmi stramaledette piaghe sotto la caviglia, proprio lì dove il bordo della scarpa poggia. Questo perché, non avendo altro che scarpe col tacco (o scarpe estive, sconsigliate con questo freddo), ho dovuto patire le pene dell’inferno per tutto il tempo.
Nico: si può sapere perché diavolo hai messo proprio queste, per uscire? Sapevi che avremmo camminato parecchio!
Thirrin: E tu credi che, se avessi avuto un paio di mocaSSini a casa, sarei uscita per comprarli??

Proprio così, una coppia di matti.
Nel pomeriggio, invece, sono rimasta da sola chiusa in casa a scrivere, a correggere e a fare mille altre cose. Ho lavorato un pò sul racconto, racimolato qualche idea sui prossimi capitoli de Regina Thirrin, appuntato qualcosa per prossime storie… ma più di ogni altra cosa, oggi era proprio il mio libro a ispirarmi in maniera assurda.
C’era una scena ben precisa che mi assillava da tempo. Ho provato varie volte a scriverla, ma sempre sono stata costretta a cancellarla. Non riuscivo mai a esprimere quello che volevo, per come lo sentivo io. Perché deve coinvolgere e travolgere. Oggi ho ascoltato la musica adatta a questa scena particolare. La rivela momento per momento. Ho chiuso gli occhi e l’ho vista, come un film. Ho visto la fuga, ho visto la lotta, la disperazione, il pianto, le urla, la paura che spezza il fiato. Ho scritto e tutto è venuto fuori così come è davvero accaduto nella mia mente. Manca solo poter associare la musica al testo. Credo di esserci riuscita.

Ma superato un ostacolo, ecco sorgerne un altro ben più grande.
E’ così che funziona. A questo mi riferivo ieri. La storia è forte, è epica e forse anche troppo. Ma io spero ogni giorno di esserne all’altezza.

Infine, voglio condividere con voi le musiche che oggi mi hanno salvata dal blocco dello scrittore.
In ordine di scena.

Buona serata a tutti.

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