Siamo giunti alla fine della Domenica. Sembrerebbe che sia passata un’eternità da quando la Grande Madre è partita, giovedì. E fin qui ci sono arrivata, anche se stanca morta e stressatissima. Ci sono stati momenti in cui ho pensato “Mollo tutto e scappo, magari lascio un post-it sul frigo” e altri in cui annotavo promemoria sulle Moleskine:

                                           NON DEVO SPOSARMI MAI!!

Ma adesso che ho finalmente un attimo per pensare in santa pace, mi rendo conto che questo periodo ci voleva proprio. Nonostante io sia impegnatissima dalla mattina alla sera a sbrigare esattamente tutti i doveri che spettano a una perfetta donnina di casa, ho potuto assaporare la tranquillità dello stare SOLA. Non che io sia una pazza-asociale-maniaco-depressiva, beninteso! A volte si ha proprio bisogno di prendersi una pausa, e non una pausa dalle faccende materiali di ogni giorno, bensì dalle persone. La mattina, tra il rifare un letto e il pulire un bagno (alias: 4 letti, 2 bagni), tra lo spolverare le camere e passare l’aspirapolvere (che amo da morire), riesco a ritagliarmi quelle ore in cui ci siamo solo io e me stessa. Seppur non faccia esattamente quello che vorrei fare, sto proprio bene. Canticchio se mi va, metto la musica che mi va, mi fumo una sigaretta in tutta pace dopo aver preso il caffé, mi fermo tra una passata e l’altra di aspirapolvere per appuntare le ispirazioni e via discorrendo. Senza contare la figata di decidere cosa mangiare a pranzo e cena (unica pecca: debbo prepararmelo io).

Insomma, ci voleva proprio. Rimangono altri tre giorni intensissimi, vedremo come andrà.

L’ispirazione ha dato vita ad altre due storie, quali non so ancora se le trasformerò in racconti per concorsi o più “semplicemente” in veri e propri romanzi. Frattempo oggi ho scritto ben due pagine del famoso libro-infinito, il che è una cosa a dir poco sconvolgente considerando che non trovo mai il modo giusto per scriverlo. Magari mi ritroverò a fare come Tolkien, riscrivendolo da capo un sacco di volte prima di ultimarlo. Ma mi rendo conto che è un’impresa ardua e che non ha nulla a che vedere con tutto quello che ho sempre scritto finora, racconti per “gioco”, perfino quello che sarà pubblicato a novembre. Non che voglia fare la presuntuosa, ma è l’unica cosa in cui credo e in cui riverso tutto il mio impegno e la mia passione più grande. Spero solo di poterlo finire, un giorno, e di pubblicarlo . Perchè io credo che lo scrittore scriva per se stesso (non potrei vivere un momento di più, altrimenti), ma credo ancor di più che lo faccia per condividere le proprie emozioni.

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