Madre: per colpa tua perderò un pomeriggio alla posta. Ricordami come mi hai convinta.

Lei: Ti sei convinta da sola. Hai detto che era meglio di startene a casa a farti due pere così.

Madre: Giusto. Beh, me ne sono pentita. Vuoi vedere che perderemo due ore?

Lei: Vuoi scommettere che, alla mia entrata in scena, si aprirà un varco tra la folla e stenderanno il tappeto rosso?

Madre: Certo, con tanto di cappellini e trombette.

Lei: Esatto.

Madre: Entra, figlia scansafatiche. Ti seguo.

Entra, stacca il bigliettino. Numero novantadue. Un din don attira la sua attenzione sul display.

Lei: novantadue! Io! Ioo!! Eccomii! Ce l’hoo!

Silenzio di tutti i presenti. Occhi su di lei. La madre indietreggia fingendo di non conoscerla.

Lei: ehm… devo spedire questo pacco.

L’omo della posta la guarda sconvolto.

Omo: cos’è questa roba?

Lei: Un elefante.

Omo: Aspetta, prendo carta e penna e me la segno. Così quando arrivo a casa, rido con mia moglie.

Lei: Ha tutta l’aria di essere un pacco, poi faccia lei.

Omo: Ma è aperto.

Lei: E certo! Me lo hanno spedito e lo devo rimandare al mittente con tanti saluti.

Madre: Scrivici davvero “con tanti saluti. E aggiungi: dice mia madre di non mandare altre noie, ‘che tanto non le paga”.

Omo: Non può mandare questo pacco. È aperto.

Lei: Ma noo, è in perfetta forma. Ha scotch?

Omo: Si, ma..

Imballa il tutto, lo consegna sorridente all’omo, sempre più allibito.

Lei: oh, andiamo. Cosa crede? Che compri un altro pacco? Va bene così, mi creda.

Omo: Ok, compili questo. Mittente e destinatario. Sono libri?

Lei: Mi offende l’elefante, così.

Omo: Sono libri?

Lei: Si. E parlano di elefanti. Forse. Non li ho letti, onestamente.

Omo:

Madre: Fai meno la spiritosa e scrivi. Qui tutti ci guardano male.

Lei: Guardano male te, perché indossi quello strano cappellino.

Madre: È bellissimo! Sei solo invidiosa! Siete invidiosi tutti!

Lei: Ecco fatto. Quanto le devo?

Omo: Sette euro.

Lei: Questa è una rapina!

Due omini con una sacca in mano (stile banda bassotti), scattano in guardia, uno impugna una pistola. Hanno una divisa blu con su scritto qualcosa. Lei intuisce.

Lei: suvvia, gente! Un po’ di umorismo. Vi sembro una rapinatrice?

La madre fa un altro passo indietro.

Paga i sette euro.

Si avvia canticchiando all’uscita. I due omini  col malloppo la guardano male.

Omo in divisa: prima usciamo noi.

Ha tutta l’aria di un avvertimento.

Lei: ok, non ho fretta.

Madre: Io si, però. Figlia ingrata. Quando imparerai a tenere chiusa quella boccaccia?

Lei: La prossima volta mi travesto da kamikaze. Due risate ogni tanto non fanno male.

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