Lei e la Madre alla posta. II atto
Cats: Senza categoria|Madre: per colpa tua perderò un pomeriggio alla posta. Ricordami come mi hai convinta.
Lei: Ti sei convinta da sola. Hai detto che era meglio di startene a casa a farti due pere così.
Madre: Giusto. Beh, me ne sono pentita. Vuoi vedere che perderemo due ore?
Lei: Vuoi scommettere che, alla mia entrata in scena, si aprirà un varco tra la folla e stenderanno il tappeto rosso?
Madre: Certo, con tanto di cappellini e trombette.
Lei: Esatto.
Madre: Entra, figlia scansafatiche. Ti seguo.
Entra, stacca il bigliettino. Numero novantadue. Un din don attira la sua attenzione sul display.
Lei: novantadue! Io! Ioo!! Eccomii! Ce l’hoo!
Silenzio di tutti i presenti. Occhi su di lei. La madre indietreggia fingendo di non conoscerla.
Lei: ehm… devo spedire questo pacco.
L’omo della posta la guarda sconvolto.
Omo: cos’è questa roba?
Lei: Un elefante.
Omo: Aspetta, prendo carta e penna e me la segno. Così quando arrivo a casa, rido con mia moglie.
Lei: Ha tutta l’aria di essere un pacco, poi faccia lei.
Omo: Ma è aperto.
Lei: E certo! Me lo hanno spedito e lo devo rimandare al mittente con tanti saluti.
Madre: Scrivici davvero “con tanti saluti. E aggiungi: dice mia madre di non mandare altre noie, ‘che tanto non le paga”.
Omo: Non può mandare questo pacco. È aperto.
Lei: Ma noo, è in perfetta forma. Ha scotch?
Omo: Si, ma..
Imballa il tutto, lo consegna sorridente all’omo, sempre più allibito.
Lei: oh, andiamo. Cosa crede? Che compri un altro pacco? Va bene così, mi creda.
Omo: Ok, compili questo. Mittente e destinatario. Sono libri?
Lei: Mi offende l’elefante, così.
Omo: Sono libri?
Lei: Si. E parlano di elefanti. Forse. Non li ho letti, onestamente.
Omo: …
Madre: Fai meno la spiritosa e scrivi. Qui tutti ci guardano male.
Lei: Guardano male te, perché indossi quello strano cappellino.
Madre: È bellissimo! Sei solo invidiosa! Siete invidiosi tutti!
Lei: Ecco fatto. Quanto le devo?
Omo: Sette euro.
Lei: Questa è una rapina!
Due omini con una sacca in mano (stile banda bassotti), scattano in guardia, uno impugna una pistola. Hanno una divisa blu con su scritto qualcosa. Lei intuisce.
Lei: suvvia, gente! Un po’ di umorismo. Vi sembro una rapinatrice?
La madre fa un altro passo indietro.
Paga i sette euro.
Si avvia canticchiando all’uscita. I due omini col malloppo la guardano male.
Omo in divisa: prima usciamo noi.
Ha tutta l’aria di un avvertimento.
Lei: ok, non ho fretta.
Madre: Io si, però. Figlia ingrata. Quando imparerai a tenere chiusa quella boccaccia?
Lei: La prossima volta mi travesto da kamikaze. Due risate ogni tanto non fanno male.
Tags: None






febbraio 2nd, 2010 at 01:45
posso solo dire ciò che dico da quando ti ho conosciuta tu ci devi fare un libro con sta roba dovete andare a zelig tutt e due sbanchereste grazie mi sono fatto due risate.
PS: la prossima volta già che ci sei portati anche una pistola giocattolo