La locanda dello scrittore
feb 05

Sorrisi di plastica

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esibiti e ingoiati da occhi indifferenti che non sanno cosa guardare. Urla della mente soffocate da risa ingannatrici. Pensieri ribelli si dimenano liberandosi dalle corde dell’orgoglio e fuggono scalpitanti verso un ospite che non sa ascoltarli. speranze massacrate in brandelli di malvagia illusione. Sul trono del cuore la sconfitta pianta il suo nero vessillo. Languidi lamenti di sogni masticati e sputati sul letto dell’arresa.

Immagini di un passato appena passato e di un futuro che non può arrivare, costretto a implodere da paure più forti della volontà.

Inutili parole insignificanti necessarie per non permettere che lo sconforto padroneggi su tutto.

Un innominabile addio aleggia nell’aria spinosa della notte più buia che si possa ricordare.

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feb 03

Giostra pericolosa

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Su. Poi giù. Poi di nuovo su. E ancora giù.

Gira un po’ la testa su questa giostra di azioni incoerenti e silenzi insistenti.

Salirci è stato un rischio, lo sapevo dall’inizio. Ma mi hanno sempre insegnato a rischiare. La posta in gioco era alta. Forse troppo. Ho provato a resistere, ma era forse troppo per rimanere in gioco. Tenuta stretta alle redini, ho stretto i denti, sopportato, incassato, accettato, annuito, represso.

Su. Poi giù. Poi di nuovo su. E ancora giù.

Se gira troppo forte e nessuno ti stringe la mano, caschi.


Se non hai amore in cuore non hai niente.
Niente sogni, niente storia.
Niente.

Sto per cadere, lo sento.
Non posso resistere ancora, sopportare oltre.
Se solo arrivasse quella mano…

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feb 01

Quello che non può essere perso

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Ferma l’auto sotto l’albero e spegne le luci. Le occorrono pochi secondi per mettere a fuoco il viso di lui, seduto alla guida. Non sperava di finire lì. Si chiede perché l’abbia portata nel loro posto. Pochi giorni prima non ci sarebbe stato bisogno di parole. Ma adesso le cose sono state ribaltate e non sa come comportarsi. Lui distende il suo sedile e sospira. Lei rimane a guardarlo nascosta dietro la sua spalliera. Basterebbe solo allungare una mano e sfiorare la sua…

“Perché stai lì?”, le chiede d’improvviso.

“Dove dovrei andare?”, risponde, cercando di convincerlo a fare qualcosa.

“Fuori dall’auto non di certo”, e ride con quella sua risata che lei ha imparato ad amare.

Stende anche il sedile di lei e in un attimo si ritrovano sdraiati accanto. Tra il nero della notte, riesce a trovare i suoi occhi, le sue labbra tirate in un sorriso dolce. Lei sorride di rimando. È uno sforzo immane rimanere immobile, attendendo che sia lui a scegliere come comportarsi. Dopotutto per lei non è mai cambiato nulla, lo desidera esattamente come la sera prima e quella prima ancora. Ma rispetta le sue decisioni e cerca di mostrarsi a suo agio.

“Cosa pensi?”, le chiede avvicinandosi.

Lei scrolla le spalle. “Niente”.

“Conosco i tuoi occhi”, insiste e ora le loro fronti sono una contro l’altra. “Hai milioni di pensieri che ti attraversano, non potresti condividerne uno?”.

Torna com’eri. Vieni avanti con me, non tornare indietro.

Chiude gli occhi e lui ride. Quando li riapre è ancora più vicino. Gioca coi loro nasi che si sfiorano. Adesso non c’è più bisogno di parole. E se ce n’è bisogno, lei non riesce a trovarne. Tutto quello che voleva dirgli sfuma nella magia e nel desiderio di quegli istanti. I loro occhi s’incrociano, guardano le labbra, tornano agli occhi. Ancora un po’ avanti e la bacia. I pensieri si sciolgono. Un lunghissimo bacio, come solo lui sa fare. Quando con le dita le sfiora il collo, un’esplosione di emozioni manda in pezzi tutte le barriere innalzate per difendersi. Sfuma anche l’inibizione e accarezza la sua guancia. Quasi ogni sera di quest’ultimo mese ha potuto baciarlo, non è una cosa nuova. Eppure adesso non si spiega il cuore che le batte in quel modo dentro al petto, il fuoco che le invade ogni parte del corpo, la felicità che incendia la mente. Come fa a darle tutto questo? Come può riuscirci lui come nessun altro? Come potrebbe accettare l’idea di non averlo più?

Le toglie il cappotto, solleva la maglia e le bacia i fianchi. Poi torna a baciarle la bocca come se volesse sciogliersi in lei. Non con poco sforzo, ignorando gli urti, riesce a raggiungerla, le si stende addosso.

“È perché hai bevuto tanto, che lo stai facendo?”, gli chiede. Non è riuscita a trattenere quel dubbio che potrebbe distruggere tutto.

Lui le prende la testa tra le mani. Sorride, divertito, fa cenno di no col capo.

“Non è per l’alcol”, risponde baciandola in fronte.

Le mani si stringono, il suo profumo le invade i polmoni, la inebria.

Se questo non è amore, l’amore non esiste.

Se è troppo impaurito per ammetterlo a se stesso, dovrebbe provare a fidarsi di lei. Perché adesso i loro corpi, le loro menti e i loro cuori hanno un senso. Stringere lui è un’esperienza che non trova paragoni. Sentirsi sua è una gioia che non vuole perdere. Insieme. È perfetto.

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gen 28

Lei e la Madre alla posta. II atto

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Madre: per colpa tua perderò un pomeriggio alla posta. Ricordami come mi hai convinta.

Lei: Ti sei convinta da sola. Hai detto che era meglio di startene a casa a farti due pere così.

Madre: Giusto. Beh, me ne sono pentita. Vuoi vedere che perderemo due ore?

Lei: Vuoi scommettere che, alla mia entrata in scena, si aprirà un varco tra la folla e stenderanno il tappeto rosso?

Madre: Certo, con tanto di cappellini e trombette.

Lei: Esatto.

Madre: Entra, figlia scansafatiche. Ti seguo.

Entra, stacca il bigliettino. Numero novantadue. Un din don attira la sua attenzione sul display.

Lei: novantadue! Io! Ioo!! Eccomii! Ce l’hoo!

Silenzio di tutti i presenti. Occhi su di lei. La madre indietreggia fingendo di non conoscerla.

Lei: ehm… devo spedire questo pacco.

L’omo della posta la guarda sconvolto.

Omo: cos’è questa roba?

Lei: Un elefante.

Omo: Aspetta, prendo carta e penna e me la segno. Così quando arrivo a casa, rido con mia moglie.

Lei: Ha tutta l’aria di essere un pacco, poi faccia lei.

Omo: Ma è aperto.

Lei: E certo! Me lo hanno spedito e lo devo rimandare al mittente con tanti saluti.

Madre: Scrivici davvero “con tanti saluti. E aggiungi: dice mia madre di non mandare altre noie, ‘che tanto non le paga”.

Omo: Non può mandare questo pacco. È aperto.

Lei: Ma noo, è in perfetta forma. Ha scotch?

Omo: Si, ma..

Imballa il tutto, lo consegna sorridente all’omo, sempre più allibito.

Lei: oh, andiamo. Cosa crede? Che compri un altro pacco? Va bene così, mi creda.

Omo: Ok, compili questo. Mittente e destinatario. Sono libri?

Lei: Mi offende l’elefante, così.

Omo: Sono libri?

Lei: Si. E parlano di elefanti. Forse. Non li ho letti, onestamente.

Omo:

Madre: Fai meno la spiritosa e scrivi. Qui tutti ci guardano male.

Lei: Guardano male te, perché indossi quello strano cappellino.

Madre: È bellissimo! Sei solo invidiosa! Siete invidiosi tutti!

Lei: Ecco fatto. Quanto le devo?

Omo: Sette euro.

Lei: Questa è una rapina!

Due omini con una sacca in mano (stile banda bassotti), scattano in guardia, uno impugna una pistola. Hanno una divisa blu con su scritto qualcosa. Lei intuisce.

Lei: suvvia, gente! Un po’ di umorismo. Vi sembro una rapinatrice?

La madre fa un altro passo indietro.

Paga i sette euro.

Si avvia canticchiando all’uscita. I due omini  col malloppo la guardano male.

Omo in divisa: prima usciamo noi.

Ha tutta l’aria di un avvertimento.

Lei: ok, non ho fretta.

Madre: Io si, però. Figlia ingrata. Quando imparerai a tenere chiusa quella boccaccia?

Lei: La prossima volta mi travesto da kamikaze. Due risate ogni tanto non fanno male.

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gen 28

Oggi

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la giornata è cominciata ridendo.

Senza motivo.

E temo finirà così.

Speriamo non chiamino l’Unità Psichiatrica XD

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gen 20

Non passa

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un solo attimo che io non mi chieda come mai nella vita non sia come nei film:

i cattivi fanno del male

e i buoni fanno del bene…

perché dicono di voler bene e poi fanno tanto male?

Ci sono cose che arrivano e altre che vanno.

Solo alcune rimangono.

E il più delle volte non siamo neppure noi a decidere quali.

Ci sono cose che ti restano dentro,

seppure siano ormai così lontane.

Ci sono persone che muoiono

Che trascinano anche te nella tomba giorno dopo giorno,

solo che è una cosa che all’esterno non si vede.

Ci sono giorni in cui ti accorgi di avere un tesoro accanto

E che esiste qualcuno disposto a tutto per un tuo sorriso.

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gen 15

Niente

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da fare, l’ispirazione non arriva. Il racconto lo avevo iniziato, ma subito è finito in archivio per vari motivi. Magari per le prossime feste sarà pronto. Intanto mi concentro su altro da scrivere in maniera seria e sulla vita sociale che ultimamente ha preso una piega movimentata.

Com’è iniziato l’anno per voi?

Confermate il detto “anno nuovo, vita nuova”?

Io si…

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dic 28

Troppe

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cose da fare. Incredibile ma vero U.U

Cercherò di postare il racconto al più presto, tenendo conto del fatto che ormai Natale è passato. Lo aggiornerò al capodanno ;)

Auguri a  tutti, cari sudditi :)

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dic 22

Devo

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fare un regalo a una persona, un’amica molto particolare che ho conosciuto nel periodo più intenso della mia vita.

MA avendo deciso di non comprare nemmeno un cioccolattino come regalo questo Natale, mi trovo un po’ dubbiosa su cosa potermi inventare.

Ho pensato di confezionare personalmente un dono, qualcosa fatto interamente da me con le mie manine d’oro. Per cominciare le avevo promesso un racconto, uno di quelli brevi, forse sarà qualcosa in prosa, vedremo.

Poi? Qualcuno mi suggerisce qualcosa di originale, ma di semplice da realizzare entro e non oltre due giorni? Ci vuole qualcosa di artistico che faccia sorridere…

La locanda ringrazia U.U

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dic 19

Messaggio promozionale

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La cara amica Tania_01 ha finalmente pubblicato il suo attesissimo libro. Le affitto una stanza in locanda per pubblicizzarlo.

- http://www.ibs.it/code/9788860381132/de-paoli-elena/come-posso-farcela.html

- http://www.provedi.it/pages/se_ricerca.aspx?q=come+posso+farcela

- http://www.wuz.it/catalogo/libri/cerca.aspx?type=keyword&x=come+posso+farcela

Titolo: Come posso farcela

Editore: Neftasia

Codice isbn: 978-88-6039-113-1

Elena Depaoli, studentessa dell’Università di Pavia, è una degli autori del sito Dols. e ha collaborato con la rivista incentrata sul marketing Dailynet. Ha anche collaborato con alcuni articoli per Ragazza Moderna e Cioè. Questo è il suo primo romanzo.

Frase tratta dal libro: Lavoravo ai suoi ordini da due giorni ed ero già convinta che l’assassinio era da legalizzare se perpetrato contro di lui.

Sinossi: Dopo l’ennesimo colloquio di lavoro fallito, Melissa conosce un uomo in un bar, che si rivelerà essere il proprietario della più importante agenzia letteraria cittadina. Colpito dalle affermazioni della ragazza, le offre una grandiosa occasione: diventare l’assistente del vicepresidente. La promessa di uno stipendio da favola e benefit a non finire spinge Melissa a firmare immediatamente il contratto, senza sospettare che è come se avesse firmato un patto col demonio. Il vicepresidente è Ludovico Castelli, intelligentissimo ma altrettanto capriccioso erede dell’attività, di appena diciotto anni. Il lavoro consiste nel fare da balia al ragazzo e nel tenerlo lontano dai guai, ma lui le rende la vita difficile e cerca in ogni modo di farla licenziare. Impegnata a evitare i colpi bassi del suo capo, Melissa non si accorge nemmeno che l’affascinante fratello maggiore di lui ha deciso che è perfetta per diventare la sua moglie con contratto di scadenza…

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